Link to Tra i firmatari figurano il presidente francese Macron, la premier italiana Meloni, il cancelliere federale tedesco Merz, il primo ministro del Regno Unito Starmer, il primo ministro canadese Carney, la prima ministra danese Frederiksen, il primo ministro dei Paesi Bassi Jetten, il premier spagnolo Sánchez, la presidente della Commissione europea von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Costa.Tra i firmatari figurano il presidente francese Macron, la premier italiana Meloni, il cancelliere federale tedesco Merz, il primo ministro del Regno Unito Starmer, il primo ministro canadese Carney, la prima ministra danese Frederiksen, il primo ministro dei Paesi Bassi Jetten, il premier spagnolo Sánchez, la presidente della Commissione europea von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Costa.
Nel documento si accoglie con favore il cessate il fuoco temporaneo raggiunto oggi, considerato un passaggio cruciale per aprire uno spazio concreto alla diplomazia. I leader hanno inoltre espresso gratitudine al Pakistan e a tutti i partner che hanno contribuito a facilitare l’accordo.
L’obiettivo indicato è chiaro: trasformare la tregua in una soluzione stabile e duratura nel giro di pochi giorni. “Questo può avvenire solo attraverso mezzi diplomatici”, si legge nella dichiarazione, che invita le parti a compiere rapidi progressi verso un accordo negoziato sostanziale. Particolare attenzione viene posta alla necessità di proteggere la popolazione civile iraniana e di garantire la sicurezza dell’intera regione. Un eventuale fallimento del processo diplomatico, avvertono i firmatari, potrebbe avere conseguenze globali, tra cui il rischio di una grave crisi energetica.
I governi coinvolti hanno ribadito il proprio sostegno agli sforzi diplomatici in corso, sottolineando di essere in stretto contatto con gli Stati Uniti e con gli altri partner internazionali. Allo stesso tempo, è stato rivolto un appello a tutte le parti affinché rispettino pienamente il cessate il fuoco, estendendone l’applicazione anche al Libano, altro fronte sensibile della crisi.Nel testo si evidenzia inoltre l’impegno a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo strategico fondamentale per il commercio energetico globale.
Infine, la dichiarazione resta aperta all’adesione di ulteriori partner, a conferma della volontà di costruire un fronte internazionale il più ampio possibile per sostenere la pace e la stabilità nella regione.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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