Link to Dal 1° luglio cambiano le regole sui fondi pensione. Per i neoassunti del settore privato scatterà l'adesione automatica alla previdenza complementare, salvo rinuncia entro 60 giorni. Ecco tutte le novitàDal 1° luglio cambiano le regole sui fondi pensione. Per i neoassunti del settore privato scatterà l'adesione automatica alla previdenza complementare, salvo rinuncia entro 60 giorni. Ecco tutte le novità
La riforma, introdotta con la Legge di Bilancio, punta a superare la scarsa diffusione della previdenza complementare in Italia, dove meno della metà dei lavoratori aderisce oggi a un fondo pensione.
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La principale novità riguarda tutti i lavoratori dipendenti del settore privato assunti dal 1° luglio in poi, con l'esclusione dei lavoratori domestici.Al momento dell'assunzione il dipendente verrà automaticamente iscritto al fondo pensione previsto dal contratto collettivo applicato dall'azienda. Insieme all'iscrizione confluiranno nel fondo il Tfr maturando e i contributi previsti a carico del lavoratore e del datore di lavoro. Chi non desidera aderire potrà però rinunciare entro 60 giorni, scegliendo di mantenere il Tfr in azienda o di destinare le somme a un'altra forma di previdenza complementare.
In pratica, il principio viene ribaltato: non sarà più necessario aderire attivamente al fondo pensione, ma occorrerà manifestare espressamente la volontà di non farne parte.
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La riforma introduce anche importanti novità per chi è già iscritto alla previdenza complementare.Dal 31 ottobre entreranno infatti in vigore nuove regole sulla portabilità delle posizioni individuali, che consentiranno in linea generale di trasferire più facilmente la propria posizione tra diversi fondi pensione, insieme ai contributi collegati. Su questo punto, tuttavia, resta aperto il confronto tra governo, sindacati e associazioni datoriali, che hanno sottoscritto un'intesa destinata a incidere sulla concreta applicazione della norma relativa al contributo del datore di lavoro.
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Le novità non riguardano soltanto l'adesione.La riforma aumenta infatti la quota che potrà essere riscossa in un'unica soluzione al momento del pensionamento. Il limite massimo sale dal 50% al 60% del capitale accumulato, offrendo agli iscritti una maggiore flessibilità nella scelta tra liquidazione immediata e rendita periodica. Rimangono comunque valide le opzioni già previste dalla normativa nei casi specificamente disciplinati dalla legge.
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L'obiettivo del governo è favorire una maggiore diffusione della previdenza complementare, considerata sempre più importante per integrare gli assegni della pensione pubblica.L'invecchiamento della popolazione e il progressivo calo del tasso di sostituzione tra ultimo stipendio e pensione rendono infatti sempre più centrale la costruzione di una pensione integrativa attraverso i fondi dedicati. Secondo l'esecutivo, l'adesione automatica dovrebbe ridurre il numero di lavoratori che rinunciano al fondo semplicemente per mancanza di informazioni o per inerzia.
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Gli esperti invitano però i lavoratori a valutare attentamente la scelta.Il periodo di 60 giorni dall'assunzione diventa infatti decisivo: chi non comunica alcuna decisione verrà iscritto automaticamente al fondo pensione previsto dal contratto collettivo. Una volta trascorso il termine, il conferimento del Tfr alla previdenza complementare seguirà le regole previste dalla riforma e non sarà possibile tornare semplicemente al precedente regime di accantonamento del Tfr in azienda.
Le nuove regole segnano quindi un cambio di paradigma nella previdenza complementare italiana. Dal 1° luglio l'adesione ai fondi pensione non sarà più l'eccezione, ma la regola, con l'obiettivo di rafforzare il risparmio previdenziale delle nuove generazioni e preparare i lavoratori a un futuro in cui la pensione integrativa avrà un peso sempre maggiore.
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