Begoña Gómez, consorte del capo del governo spagnolo Pedro Sánchez, è stata rinviata a giudizio al termine di un’inchiesta durata oltre due anni. Il procedimento si concentra sull’accusa di traffico di influenze, collegata alle sue attività professionali e accademiche e ai contatti con alcuni imprenditori.
Anche Cristina Álvarez, sua assistente presso il Palazzo della Moncloa, sarà processata per presunta malversazione.
La decisione è stata presa dal giudice istruttore Juan Carlos Peinado, che ha respinto le richieste della difesa della moglie del premier. Secondo i media spagnoli, tra cui El País, gli avvocati avevano contestato la legittimità dell’accusa popolare presentata dall’associazione HazteOir e chiesto l’archiviazione del caso, sostenendo che vi fossero gravi lacune nell’impianto accusatorio.
Nel sistema giudiziario spagnolo, l’accusa popolare permette anche a soggetti non direttamente coinvolti di partecipare a un procedimento penale. HazteOir ha richiesto pene fino a 13 anni di carcere per Gómez e sei per Álvarez. Queste sono le richieste dell’accusa, non sentenze definitive.
L’inchiesta è partita nel 2024 dopo una denuncia dell’organizzazione Manos Limpias, che accusava Gómez di aver sfruttato la sua posizione di moglie del capo del governo per favorire interessi privati. Le accuse sono state contestate dalla difesa.
Inizialmente, gli investigatori avevano considerato quattro diverse ipotesi di reato. Secondo il documento, nel luglio scorso l’Audiencia Provincial ha escluso dal procedimento la corruzione negli affari e l’appropriazione indebita, lasciando aperti i filoni relativi al traffico di influenze e alla malversazione.
Una parte significativa dell’indagine riguarda l’attività di Gómez presso l’Universidad Complutense di Madrid, dove ha co-diretto una cattedra straordinaria. Secondo il giudice Peinado, la sua posizione avrebbe influito sull’ottenimento dell’incarico. La difesa ha contestato questa interpretazione.
Un altro aspetto riguarda i rapporti professionali con l’imprenditore Juan Carlos Barrabés. Gómez aveva firmato lettere di sostegno per società a lui collegate che, in seguito, hanno ottenuto contratti pubblici. Per il giudice, questi legami rappresentano uno degli elementi da valutare nell’ambito dell’accusa di traffico di influenze.
Il procedimento giudiziario ha avuto negli ultimi due anni un forte impatto sul dibattito politico spagnolo, anche a causa del ruolo istituzionale del marito di Gómez. Il rinvio a giudizio apre ora una nuova fase del caso: sarà il processo a determinare se le accuse siano fondate.
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