
Nelle Marche i boschi occupano un terzo dell’intero territorio regionale e si concentrano nelle aree montane, dove coprono il 70% della superficie locale. Un vasto patrimonio naturale che, di conseguenza, non può essere ignorato per le sue molteplici funzioni, estremamente attuali in epoca di cambiamento climatico e spopolamento ed abbandono della montagna.
“Gestire i boschi significa anche prevenire e mitigare calamità naturali sempre più frequenti e intense – spiega Francesco Torriani, presidente di Confcooperative Agroalimentare Marche – Inoltre, una corretta gestione forestale serve a tutelare e incrementare beni pubblici primari a vantaggio di tutto il territorio regionale oltre che a valorizzare il paesaggio accentuandone l’attrattività e la fruibilità turistica attraverso percorsi, reti sentieristiche e cammini”.
In questo ambito e su base regionale operano le 20 cooperative associate al Consorzio Marche Verdi ed alle SAF, le Società agro-forestali costituite con le locali Unioni Montane.
“Si tratta di 400 maestranze fra soci, tecnici e dipendenti che, in una regione in cui non sono presenti operai forestali alle dipendenze pubbliche, trovano occupazione e reddito negli interventi di manutenzione e sistemazione dei boschi”, ha commentato Luca Possanzini, Presidente Consorzio Marche Verdi.
Il più recente progetto di sviluppo coordinato dal Consorzio e promosso dalle SAF a partire dal 2022 riguarda la certificazione forestale di 11.400 ettari di boschi all’interno della certificazione PEFC “Bosco di Marca” (Programme for the Endorsement of Forest Certification schemes): demani regionali, proprietà collettive e superfici private del Piceno, dell’area dei Monti Azzurri, dell’entroterra di Ancona e dell’Azienda del Catria, cui si aggiungeranno i demani regionali dell’area montana del Catria e Nerone e dell’Alta Valle del Metauro.
“La certificazione – prosegue Possanzini - consentirà di intercettare risorse da investire sul territorio, con l’implementazione dei servizi eco-sistemici offerti dai boschi, a partire dallo stoccaggio della Co2 e della vendita dei crediti di carbonio”.
“Confcooperative Marche, di concerto con le altre Centrali Cooperative – ha concluso il presidente Francesco Torriani - auspica che tutti gli attori istituzionali competenti in materia, a partire della Regione Marche, possano incentivare e sostenere questo percorso di valorizzazione territoriale e di occupazione locale, nell’anno che segna l’anniversario dei trent’anni della Carta di Fonte Avellana, elaborata e sottoscritta nel 1996 per lo sviluppo ambientale e socio-economico dell’Appennino e della montagna regionale”.
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