
Proprio perché si tratta di una fase sperimentale finanziata attraverso risorse europee, sarà fondamentale nei prossimi mesi monitorare l'attuazione, verificando gli effetti e correggendo tempestivamente eventuali criticità che dovessero emergere.
Parallelamente, però, occorre guardare oltre l'orizzonte della sperimentazione. La Regione deve fin da ora individuare risorse strutturali che consentano di dare continuità a questa misura, evitando che un intervento così rilevante si esaurisca al termine dei finanziamenti disponibili.
Al tempo stesso, è evidente che le sole risorse regionali non potranno essere sufficienti a rispondere a tutti i bisogni. Per questo è necessario costruire una vera alleanza istituzionale che coinvolga anche i Comuni, chiamati a investire insieme alla Regione per garantire risposte adeguate e durature alle famiglie.
Accanto al sostegno per le persone accolte nelle strutture, resta inoltre aperta una questione altrettanto urgente: quella delle migliaia di famiglie che ogni giorno assistono e curano a casa i propri cari. Anche per loro servono interventi concreti e risorse dedicate, affinché il lavoro di cura non ricada esclusivamente sui familiari.
Un'altra criticità che continua a pesare sulla vita quotidiana dei marchigiani riguarda le liste d'attesa per visite, esami e prestazioni sanitarie.
Si tratta di un problema complesso e stratificato che richiede interventi strutturali e una programmazione di lungo periodo.
Negli ultimi mesi si sono registrati alcuni segnali di miglioramento con un implementazione delle prestazioni erogate dal sistema sanitario pubblico e ciò rappresenta un dato positivo per i cittadini marchigiani.
Questi risultati sono stati resi possibili anche grazie alle risorse aggiuntive messe a disposizione e al grande impegno di medici, infermieri e di tutto il personale sanitario.
Proprio per questo, al netto del ricorso alle prestazioni aggiuntive e agli altri strumenti straordinari previsti dalla strategia multileva, il sistema sanitario regionale deve trovare un proprio equilibrio organizzativo, professionale e finanziario, capace di rendere strutturali gli sforzi compiuti e di garantire nel tempo risposte adeguate ai bisogni di salute dei cittadini. L'obiettivo deve essere quello di consolidare i risultati raggiunti, superando progressivamente la logica dell'emergenza e costruendo un sistema in grado di assicurare stabilmente tempi di attesa compatibili con il diritto alla cura.
Su questi temi la CISL Marche ribadisce la necessità di un confronto stabile e concreto con la Regione. Attendiamo entro metà luglio la convocazione del Presidente per la sottoscrizione del Protocollo sulla sanità e il welfare regionale. Il testo è pronto ed è condiviso da settimane: non possiamo più permetterci di perdere altro tempo. Le famiglie marchigiane hanno bisogno di risposte, programmazione e impegni concreti.
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