
È decisa e chiara la posizione unitaria portata avanti dalla delegazione confederale, guidata dal presidente nazionale Cia Agricoltori Italiani Cristiano Fini, contro la proposta della Commissione europea sulla Pac post 2027, che prevede una riduzione complessiva delle risorse e l’ipotesi di un fondo unico, con il rischio di una competizione tra settori strategici.
Alla manifestazione, era presente anche la delegazione di dirigenti e giovani agricoltori Cia Marche e a proposito di tale presenza, il Presidente Cia Marche Alessandro Taddei ha dichiarato: “La mobilitazione di Bruxelles nasce da una preoccupazione concreta: la riforma della Pac così come proposta oggi rischia di indebolire profondamente l’agricoltura europea e di colpire in modo particolare i territori più fragili. Per una regione come le Marche significa mettere in discussione il futuro di migliaia di aziende agricole che garantiscono reddito, presidio del territorio e sicurezza alimentare”.
Secondo le stime di Cia, la riforma Pac post 2027 potrebbe mettere a rischio fino a 270mila aziende agricole in Italia, con effetti rilevanti anche nel Centro Italia. “Sono numeri – aggiunge il presidente di Cia Marche – che non possono essere ignorati, perché dietro ogni azienda ci sono lavoro, filiere, manutenzione del territorio e contrasto allo spopolamento”.
AGIA Marche è oggi a Bruxelles per prendere parte alla più grande mobilitazione agricola europea contro una scelta che definiamo senza esitazioni scellerata. È una decisione grave, che colpisce al cuore l’agricoltura europea e dimostra una preoccupante distanza tra le istituzioni comunitarie e la realtà quotidiana delle imprese agricole. Senza una PAC forte, dedicata e finanziata adeguatamente, migliaia di aziende non reggeranno. A pagare il prezzo più alto saranno i giovani agricoltori, che vedono nella PAC l’unica leva concreta per investire, innovare e costruire un futuro in agricoltura. Tagliare la PAC significa dire ai giovani che in Europa non c’è spazio per loro.
Questo è il pensiero di Luca Bianchi, Presidente AGIA Marche che chiede con forza “il ritiro immediato di questa proposta e l’apertura di un confronto serio con il mondo agricolo. Non accetteremo decisioni calate dall’alto, lontane dai campi, dalle stalle e dalle imprese che ogni giorno garantiscono cibo di qualità ai cittadini europei”.
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