
«Finalmente siamo sulla strada giusta – incalza Polacco - È una battaglia che portiamo avanti da almeno quindici anni durante i quali abbiamo assistito a una progressiva omologazione dell’offerta che rischia di snaturare l'identità dei nostri borghi. I centri storici meritano di conservare la propria unicità ed essere valorizzati attraverso le attività che ne rispecchiano la storia perché cultura, turismo e commercio sono asset irrinunciabili di quell’economia di prossimità che è presidio fondamentale di socialità, tradizione, accoglienza urbana e anche legalità».
Il Direttore di Confcommercio sottolinea poi il valore strategico della declinazione identitaria legata all'enogastronomia: «un fattore culturale straordinario, tanto che la Cucina Italiana è oggi giustamente riconosciuta come patrimonio immateriale dell'umanità dall'Unesco. Difendere questa unicità dalle derive massificate significa proteggere il valore del nostro territorio e del Made in Italy». Secondo Confcommercio, la proposta rappresenta un primo passo importante e l’opportunità di rilanciare il commercio di prossimità, restituendo centralità ai luoghi simbolo delle città, salvaguardandone identità, tradizioni e capacità di attrazione.
Ma il percorso deve ora proseguire. «Adesso la parola passa al Consiglio regionale, che auspichiamo approvi rapidamente il provvedimento. Allo stesso tempo – conclude Polacco – sarà fondamentale costruire una vera legge quadro accompagnata da incentivi, sostegni agli investimenti e strumenti di programmazione urbanistica e commerciale che consentano ai Comuni di attuare concretamente politiche di valorizzazione dei centri storici e delle attività identitarie».
da: Confcommercio Marche
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati