Il lungo iter giudiziario riguardante il Manchester City e le presunte irregolarità finanziarie sollevate dalla Premier League giunge a un momento cruciale. La commissione indipendente incaricata di valutare il caso ha stabilito che il club è responsabile della maggior parte delle 115 violazioni contestate.
Il verdetto si concentra su due principali categorie di accuse. La commissione ha accolto tutte le 80 accuse relative a irregolarità finanziarie per le stagioni dal 2009-10 al 2017-18. Per quanto riguarda la collaborazione con l'indagine della Premier League tra il 2018 e il 2023, sono state confermate 34 delle 35 violazioni contestate.
Non è ancora stata decisa la sanzione. Questo aspetto sarà affrontato in un procedimento separato e, secondo quanto dichiarato dalla Premier League, rimarrà riservato fino a quando le conclusioni non saranno rese pubbliche.
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Al centro della decisione ci sono i rapporti commerciali e i ricavi dichiarati dal Manchester City nel periodo in esame.
Secondo le conclusioni della commissione riportate dalla Premier, alcuni contratti di sponsorizzazione avrebbero riportato nei conti del club importi superiori a quelli effettivamente versati dagli sponsor. La differenza sarebbe stata coperta da entità collegate alla proprietà.
Questo meccanismo, secondo la ricostruzione accolta dalla commissione, avrebbe permesso al City di gonfiare artificialmente i ricavi nei bilanci, presentando una situazione finanziaria conforme ai parametri delle normative economiche della Premier League e dell'Uefa.
Nel periodo considerato, le somme coinvolte avrebbero raggiunto complessivamente un valore superiore a un miliardo di euro.
Tra le operazioni esaminate figura anche Fordham, società legata all'acquisizione dei diritti d'immagine dei giocatori. Secondo la commissione, il finanziamento dell'operazione sarebbe stato in realtà sostenuto dal gruppo proprietario del Manchester City.
Le conclusioni affermano che, se i rapporti commerciali fossero stati contabilizzati correttamente, il club avrebbe superato significativamente i limiti finanziari imposti dalle regole della Premier e dell'Uefa.
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Il procedimento non si limita ai bilanci. La commissione ha esaminato anche il comportamento del Manchester City durante le indagini della lega.
Il club è stato ritenuto responsabile di 34 delle 35 accuse di mancata collaborazione. Secondo le conclusioni, sarebbero state adottate misure che hanno ostacolato o rallentato l'indagine, in violazione degli obblighi di cooperazione e buona fede previsti dalle regole della Premier League.
Richard Masters, amministratore delegato della Premier League, ha definito il procedimento uno dei più significativi nella storia della competizione. Tuttavia, ha sottolineato che il caso non è ancora concluso, poiché restano da determinare le conseguenze delle violazioni accertate.
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Il capitolo delle sanzioni rappresenta ora il principale elemento di incertezza.
Le norme offrono alla commissione un ampio margine di intervento. Tra le misure potenzialmente applicabili ci sono sanzioni economiche e penalizzazioni sportive, fino alle conseguenze più severe previste dal regolamento.
Quale misura sarà effettivamente applicata al Manchester City, tuttavia, non è ancora stato deciso. La relativa udienza si terrà separatamente e sarà soggetta a riservatezza.
A complicare ulteriormente la situazione c'è il ricorso annunciato dal club. Il City ha tempo fino a venerdì per presentare formalmente appello e intende contestare le conclusioni della commissione.
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La risposta del club è arrivata attraverso un comunicato ufficiale. Il Manchester City si è detto «deluso e sorpreso» dalla pubblicazione del verdetto e continua a respingere le accuse della Premier League.
La società afferma di avere prove che dimostrerebbero la correttezza del proprio operato e ritiene che nelle motivazioni della commissione siano presenti errori riguardanti diritto, principi applicati e ricostruzione dei fatti.
Per questo il club ha annunciato l'intenzione di utilizzare tutte le possibilità di appello previste dal procedimento.
La decisione pubblicata rappresenta dunque un passaggio cruciale, ma non chiude ancora la vicenda iniziata formalmente nel 2023. Restano da affrontare sia il procedimento sulle sanzioni sia il ricorso del Manchester City.
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